Esistono diverse tipologie di visto per gli Stati Uniti che possono essere richieste dalle aziende italiane per permettere ai propri dipendenti di lavorare in America per un periodo limitato di tempo (cosiddetti Non-Immigrant). Le tipologie di visti più interessanti per le aziende italiane sono:

  • B1
  • E1 e E2
  • L1 (A e B)

VISTO B1 – BUSINESS

Il visto di lavoro B1 Business viene generalmente richiesto da chi deve recarsi negli Stati Uniti per fare attività di promozione o di esplorazione preparatoria all’attività commerciale vera e propria, e ha necessità di rimanere in America per più di 89 giorni. Per periodi di durata minore, è sufficiente fare richiesta per l’ESTA (Electronic System for Travel Authorization), ovvero il classico visto turistico: è bene ricordare che si tratta di un “permesso di entrata” che non permette di lavorare negli USA.

Il visto B1 Business ha una durata che può andare da 1 a 10 anni e consente al richiedente di recarsi negli Stati Uniti per periodi non continuativi di 6 mesi (l’effettivo periodo di soggiorno viene stabilito ad ogni singola entrata). È importante rispettare queste tempistiche, altrimenti si viene considerati residenti illegali e si rischia la deportazione fuori dagli USA o la richiesta di pagamento delle tasse, come per residenti americani veri e propri.

La procedura per la richiesta e l’ottenimento del visto B1 è abbastanza rapida: circa 20 giorni per la preparazione delle pratiche e lo svolgimento del colloquio previsto presso una delle ambasciate americane in Italia (NB: queste tempistiche si sono allungate notevolmente in seguito alla diffusione del COVID-19).

Le attività di business per cui è permesso richiedere questa tipologia di visto sono principalmente:

  • Visite a Trade Shows, fiere o conferenze;
  • Negoziazione e stipula di contratti professionali e commerciali, come ad esempio fare colloqui di lavoro a personale che si intende assumere;
  • Ricerca di partner e opportunità commerciali;
  • Partecipazione a programmi di training professionale di breve durata (per quelli di lunga durata è necessario fare richiesta per il J1);
  • Partecipazione a meetings con dipendenti o associati o figure consulenziali in relazione a business già esistenti negli Stati Uniti.

È importante comprendere che il visto B1 consente di lavorare negli Stati Uniti ma non di essere pagati dal datore di lavoro americano: lo stipendio deve essere erogato dalla casa madre italiana.
Di seguito i principali aspetti che vanno dimostrati ai fini dell’ottenimento del visto:

  • La ragione del business trip deve essere legittima (rientrare nelle categorie sopra indicate);
  • Si hanno fondi sufficienti a coprire le spese di viaggio e soggiorno;
  • Si hanno legami con il paese di provenienza tali da assicurare il rientro alla fine del soggiorno; per dimostrarlo, è necessario fornire una documentazione esaustiva (contratti di locazione degli immobili di residenza, buste paga italiane, certificato stato di famiglia, etc.).

VISTO B1 – INDUSTRIAL WORKER

Il visto B1 – Industrial Worker è un visto particolare adatto in particolar modo alle aziende operanti nel settore dell’industria meccanica. Si tratta infatti di un visto lavorativo per gli Stati Uniti che permette ai richiedenti di recarsi negli USA per effettuare il montaggio e/o l’assemblaggio di macchinari: è fondamentale non commettere l’errore di inviare questo tipo di dipendenti con l’ESTA (anche se per pochi giorni), altrimenti si rischia la deportazione in Italia e l’impossibilità di tornare negli Stati Uniti per anni.

La procedura di richiesta del visto B1 Industrial Worker è identica a quella per il visto B1 Business, ma va presentata documentazione aggiuntiva, fra cui il contratto di acquisto firmato da entrambe le parti (azienda italiana che vende il macchinario e fornisce il servizio erogato dal dipendente e l’azienda americana che acquista) che definisce il servizio di montaggio come un’attività non remunerata.

VISTO E1 – TREATY TRADER

Il visto E1 – Treaty Trader si rivolge a coloro che gestiscono attività di commercio internazionale (esportazione/importazione) con gli Stati Uniti e il cui paese di provenienza è firmatario di un trattato internazionale per il commercio. Il commercio viene definito come compravendita internazionale di merci, che produca un volume d’affari consistente tra gli USA e uno dei paesi presenti nel trattato. In generale, comporta un flusso costante e prolungato nel tempo di unità commerciali che possono essere: merci; servizi bancari, assicurativi o di trasporto internazionali; servizi di turismo; articoli tecnologici.

I requisiti per poter richiedere il visto E1 sono:

  • Essere cittadino di un paese con cui gli Stati Uniti hanno un Trattato di commercio e navigazione (l’Italia è uno di questi);
  • Il commercio internazionale deve essere sostanziale, e cioè un flusso costante di unità commerciali, con numerose transazioni nel corso del tempo (non c’è un numero minimo di transazioni, né un valore minimo monetario o di volume per ognuna);
  • Si deve esercitare un commercio principale tra gli Stati Uniti e il paese di provenienza del commerciante, ovvero oltre il 50% del volume totale delle operazioni societarie;

Anche i dipendenti dell’investitore principale possono richiedere il visto E1, se in possesso di alcuni requisiti fra cui avere la stessa nazionalità del datore di lavoro, essere impegnati in mansioni di dirigente o di controllo (Manager), oppure essere in possesso di qualifiche particolari che rendono il dipendente essenziale per il funzionamento (Essential Employee).

L’ottenimento del visto E1 comporta tempistiche più lunghe rispetto al B1: sono necessari circa due mesi per il controllo della documentazione, a cui segue il colloquio che viene fissato dal consolato e può essere svolto soltanto presso gli uffici di Roma.
Il periodo massimo di soggiorno è di 5 anni (generalmente 3 anni + 2) e non ci sono limiti al numero di rinnovi ottenibili, sempre che si dimostri che la società sia attiva e con un volume d’affari consistente.

VISTO E2 – TREATY INVESTOR

Il visto E2 – Treaty Investor è rivolto a coloro che intendono trasferirsi negli Stati Uniti per dirigere le operazioni di una società americana in cui abbiano effettuato, o siano in procinto di effettuare, un investimento sostanziale. La legge americana non stabilisce una cifra minima, perciò l’ottenimento del visto dipende molto dalle circostanze specifiche del caso. Ci sono tuttavia delle linee guida per quanto riguarda l’origine e le caratteristiche dell’investimento, che deve essere innanzitutto congruo con il tipo di attività che si andrà a svolgere. Un visto E2 può infatti essere concesso anche per investimenti relativamente bassi, previa dimostrazione del fatto che l’attività commerciale in oggetto sia fattibile e non genererà solamente redditi minimi.

I requisiti principali per poter ottenere il visto E2 sono:

  • Investimento sostanziale (non è indicata una cifra minima)
  • Il richiedente sia cittadino italiano (o di un altro paese con cui gli Stati Uniti abbiano firmato un trattato internazionale per il commercio)
  • Il richiedente deve trasferirsi negli Stati Uniti per dirigere le operazioni della società

Per ottenere questo tipo di visto è necessario dimostrare che l’investimento sia stato già effettuato (e che quindi la società sia già operativa al momento del colloquio presso il consolato) o che si sia in procinto di investire. Non si può parlare di impegni prospettici e non attuali (ad esempio essere ancora alla ricerca di locali o nella fase si stipula di contratti) ma al contrario l’attività commerciale negli Stati Uniti deve essere prossima alla partenza.

La procedura di richiesta del visto E2 è la stessa del visto E1, sebbene la documentazione da presentare sia decisamente più corposa, in quanto si tratta di informazioni sia sul richiedente (ad esempio elenco di attività che andrà a svolgere negli Stati Uniti) che societarie, economiche, amministrative, etc. che riguardano due aziende (sia quella italiana che quella americana).

VISTI L1A e L1B – INTRACOMPANY

I visti L1 possono essere richiesti da dirigenti e dipendenti che hanno lavorato per almeno un anno nei 3 anni precedenti in una società italiana con una filiale, succursale o ramo d’azienda negli Stati Uniti e devono essere trasferiti per ricoprire lo stesso ruolo. Sono stati ideati per il trasferimento di manager all’interno di grandi multinazionali, per consentire agli operatori di una compagnia straniera di svolgere le stesse attività sul territorio americano.
Le figure aziendali che possono richiedere i visti L1 e le tipologie relative sono:

  • I dirigenti e i quadri che svolgono funzioni di gestione del personale: visto L1A
  • I dipendenti altamente qualificati o specializzati: visto L1B

L’azienda americana (filiale di quella italiana) svolge il ruolo di Petitioner e inoltra la richiesta del visto, fornendo tutta la documentazione necessaria per dimostrare il legame tra le aziende e il singolo candidato.

La validità del visto L1 varia inizialmente in base alla situazione dell’azienda sul territorio statunitense: la durata massima è di 1 anno se la società è appena stata costituita (visto L1-First Employee), 3 anni se già presente sul territorio. Il visto L1A è rinnovabile per 3 anni prorogabili di 2 in 2 fino ad un massimo di 7, mentre il visto L1B per 3 anni estendibile ad un massimo di 5.

I familiari di un possessore di visto L1 possono richiedere un visto L2 che permette a moglie e figli under 21 di trasferirsi negli Stati Uniti generalmente per lo stesso periodo del lavoratore.